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Enzo Bianchi "Siamo davvero testimoni credibili?"

Primo piano di Enzo Bianchi sorridente al microfono per la sua rubrica 'Cristiano, chi sei?' su Famiglia Cristiana.

I discepoli lo sono stati, tanto che hanno convinto molti loro contemporanei. Anche noi lo siamo, se ci affidiamo alla potenza dello Spirito Santo.

Famiglia Cristiana - 10 Maggio 2026 

Noi crediamo fermamente che Gesù di Nazareth, crocifisso il 7 Aprile dell’anno 30 della nostra era dai romani e dai giudei, sia stato richiamato dai morti dalla potenza di Dio il terzo giorno. Ne siamo convinti, non ne siamo certi, ma la nostra fede ha come fondamento la testimonianza innanzitutto delle donne discepole e poi dei Dodici. Tutti questi nel terzo giorno hanno annunciato di aver avuto una rivelazione (tramite l’angelo interprete dell’evento della tomba vuota): Gesù era risorto, era vivente. Questo annuncio che la morte non era più l’ultima parola e che l’amore vissuto da Gesù tutta la vita fino alla fine si era mostrato più forte della morte ha convinto i primi credenti cristiani


Pensiamoci bene: la nostra fede si basa sulla testimonianza di alcune donne, di alcuni discepoli, mentre noi non abbiamo visto nulla, tantomeno abbiamo visto Gesù risorto dai morti. Eppure questa testimonianza ci è apparsa e ci appare credibile grazie allo Spirito santo che nel nostro cuore sussurra: “Gesù Cristo è vivente, è il Signore!”. Certamente quelle donne e quei discepoli erano credibili, affidabili e risvegliavano la fede. E noi siamo testimoni credibili? Chi ci incontra è portato a credere che Gesù, il Signore nostro, è risorto? Oppure è portato addirittura a diffidare delle nostre parole non accompagnate dalla vita, parole vuote, retoriche, che non costano nulla?


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