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Rosanna Virgili "Ogni norma è finalizzata a custodire la libertà"

Sui passi dell’Esodo
a cura di 

L’espressione inglese “moral suasion” – che noi traduciamo con “persuasione morale” – indica l’attività persuasiva o dissuasiva, a seconda dei casi, volta a indurre un comportamento virtuoso o ad orientare verso scelte necessarie per il bene comune, da parte di personalità autorevoli. La forza di tali consigli o correzioni, la cui materia non è garantita dai vincoli obbliganti della legge, risiede proprio nell’autorevolezza di chi li esprime, unita a quella morale dei consigli stessi. Un esempio noto a tutti è quello del presidente della Repubblica italiana il quale, sulle questioni che appartengono al potere del governo o all’attività del Parlamento, non ha la facoltà di formulare e scrivere norme ma, a sua discrezione, può invitare i cittadini o il governo stesso a tenere dei comportamenti o promuovere determinate politiche. Nella storia delle democrazie moderne, spesso, una grande attività di “moral suasion” – condotta da personalità importanti e popolari – ha preceduto la formulazione e l’entrata in vigore di leggi che regolassero i rapporti sociali più delicati come quelli tra poveri e ricchi, bianchi e neri, uomini e donne.

Nel libro dell’Esodo succede qualcosa di diverso che può incuriosire ma anche far riflettere: la “moral suasion” non solo anticipa ma anche accompagna la scrittura delle norme. La parola persuasiva entra nella stessa scrittura del Codice delle leggi. Non c’è norma o precetto che non venga spiegato e, pertanto, esposto al giudizio razionale di ogni cittadino che li osserverà per convinzione e non per il timore della sanzione. «“Voi stessi avete visto ciò che io ho fatto all’Egitto e come ho sollevato su ali di aquila e vi ho fatto venire fino a me. Ora se darete ascolto alla mia voce e custodirete la mia alleanza sarete la mia parte particolare nel mondo” (…). Tutto il popolo rispose insieme e disse: “Quanto il Signore ha detto noi lo faremo”».

Il primo elemento a intervenire nella proposta del Decalogo è l’autorevolezza di chi lo propone. Chi sta proponendo una serie di norme è Dio, Colui che ha liberato Israele dalla schiavitù: ogni norma sarà, pertanto, finalizzata a custodire e completare la libertà e la liberazione di Israele. Questa ragione dovrà essere continuamente ri-cordata: riportata, letteralmente, al cuore di coloro che dovranno osservare i precetti e i divieti non come minorenni costretti dall’esterno ma come adulti convinti della bontà della legge scritta per la loro vita. «Vedete, io vi ho insegnato leggi e norme come il Signore, mio Dio, mi ha ordinato, perché le mettiate in pratica nella terra in cui state per entrare per prenderne possesso. Le osserverete, dunque, e le metterete in pratica, perché quella sarà la vostra saggezza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli, i quali, udendo parlare di tutte queste leggi, diranno: “Questa grande nazione è un popolo saggio e intelligente” » (Deuteronomio 4, 5-6). Questa è la vera libertà, vale a dire la libertà intelligente e saggia, quella che persuade ogni cittadino di osservare le leggi che concorrono al bene proprio e degli altri.

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