“Radicarsi nel nuovo”... guardare oltre la pandemia
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La riflessione si è avviata circa un anno fa con l’omonimo documento «Radicarsi nel nuovo», nato sull’onda degli interrogativi posti dalla situazione totalmente nuova che si stava vivendo, quella della pandemia e del lockdown. Il documento, che si può trovare su www.radicarsinelnuovo.org, è stato elaborato da un gruppo “autoconvocato” di credenti milanesi di diverse confessioni cristiane già impegnati in ambito ecumenico, come ricordavano Anna Maffei e Massimo Aprile in questo articolo dello scorso luglio.
Il gruppo ha espresso, partendo dalle proprie esperienze e dalla consapevolezza che la “normalità” pre-Covid non è più praticabile, una serie di riflessioni e spunti per il “dopo-Covid” riguardo a cinque aree tematiche: vecchie e nuove povertà; profughe/i, migranti e cittadinanza; sanità; crisi ambientale, cura e salvaguardia del creato; Europa. Ogni tema è stato affrontato sotto tre aspetti: analisi, impegno, richieste, partendo da numerosi testi ispiratori, citati in appendice: dalla Charta Oecumenica, di cui abbiamo appena ricordato i vent’anni, ai lavori della Commissione Globalizzazione e Ambiente (Glam) della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, al Segretariato Attività ecumeniche (Sae), al Forum Disuguaglianze Diversità, per citarne solo alcuni.
Il documento è stato sottoscritto, tra gli altri, da pastore e pastori battisti (Anna Maffei, Lidia Maggi, Massimo Aprile e Angelo Reginato), cui si sono aggiunti il presidente e il segretario esecutivo Fcei (Luca M. Negro e Luca Baratto), pastore e pastori dell’area milanese, e organismi quali la Federazione delle donne evangeliche in Italia (Fdei) e l’Unione cristiana evangelica battista d’Italia (Ucebi).
Alla tavola rotonda, introdotta dalla pastora Anna Maffei, sono intervenuti Lidia Maggi (biblista e pastora battista), Giuseppe Bettoni (presidente di Fondazione Archè) e Giuliano Pisapia (europarlamentare, già sindaco di Milano).