Cinema e Spiritualità: Vampyr di Carl T. Dreyer

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 🎥 "Cinema e Spiritualità" 
"Lo scopo dell'arte consiste ... nell'arare e nel rendere soffice l'anima [dell'uomo] in modo che sia atta a rivolgersi al bene" (A.Tarkovskij)

Questo mese viene recensito il film "Vampyr" di Carl Theodor Dreyer  (Copenaghen, 3 febbraio 1889 – Copenaghen, 20 marzo 1968).


Vampyr, che ho scelto per il mese di maggio, é un capolavoro di Dreyer non abbastanza conosciuto, immediatamente successivo alla Passione di Giovanna d’Arco. Il film girato nel 1932 è sempre molto attuale, perché i meccanismi del male, che sono al centro dell’opera, sono in azione oggi come allora, anche se sono diversi i contesti e i modi.
 


Leggi la recensione completa di Simonetta Salvestroni


Simonetta Salvestroni insegna Storia e Critica del Cinema presso la Facoltà di Lingue dell’Università di Cagliari. Da molti anni si occupa dei linguaggi dell’arte. A partire dal 1979 ha lavorato col semiologo russo Jurij Lotman. Ha curato, tradotto e introdotto i volumi Testo e contesto (Laterza 1980) e La semiosfera (Marsilio 1985) e ha scritto numerosi articoli su Lotman, Bachtin, la semiotica russa sulle riviste «Strumenti critici», «Intersezioni», «Alfabeta». Ha pubblicato nel 2000 il volume Dostoevskij e la Bibbia (Qiqajon), che è uscito anche in russo e nel 2004 in francese. Nel 2005 ha pubblicato il libro Il cinema di Tarkovskij e la tradizione russa (Qiqajon) e nel 2007 la sua traduzione russa, Il cinema di Dreyer e la spiritualità del Nord-Europa” ( Marsilio, Venezia 2011) e “Il cinema di Werner Herzog e la Germania (Archetipo libri, Bologna 2013).
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