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Fr. Edoardo è passato da questo mondo al Padre

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Edoardo era nato a Monticello Brianza il 18 febbraio 1943, dove la sua famiglia Arborio Mella Bazzero Mattei nel periodo bellico aveva trovato una residenza più sicura rispetto a quella di Milano. Dopo gli studi liceali all’Istituto Leone XIII di Milano, si laurea in Lettere moderne all’Università Cattolica di Milano con una tesi su “Milanesi in Francia fra il 1796 e il 1814”.
Su indicazione del priore di Taizé, va a Torino per incontrare Enzo Bianchi nel 1965 e nel 1967 visita Enzo a Bose. Nell’autunno 1969 decide di unirsi alla vita comune iniziata a Bose e il 30 novembre di quell’anno è accolto liturgicamente in Comunità. La vita estremamente povera della Comunità in quei primi anni – così diversa dagli agi conosciuti in famiglia – lo trova dedito ai servizi più umili: l’attenzione che dedica a rendere dignitosi e accoglienti gli spazi comuni con un semplice tocco di bellezza, la sollecitudine quotidiana nel suonare le campane per la sveglia e gli uffici, lo stupore rinnovato con cui osserva la natura e i boschi fanno di lui un autentico amator loci.
Il 22 aprile 1973, Pasqua di resurrezione, all’alba è tra i primi sette fratelli che, dopo aver approvato la regola di Bose, emettono la loro professione monastica definitiva. Nel frattempo, dall’autunno 1971 aveva assunto l’insegnamento di italiano, storia e geografia nelle scuole medie di Zubiena prima e Mongrando poi: lavoro che proseguirà fino al 1982, guadagnandosi la stima dei colleghi e, ancor più, l’affetto e la riconoscenza di tanti allievi. Dal 1973 al 1984 è vice-priore, svolgendo con discrezione e sensibilità il ministero di collaboratore per l’unità della Comunità. Dal 1983 fa tesoro dei suoi studi classici per dedicarsi alla patrologia latina medievale, traducendo e curando diverse opere – in particolare di Guglielmo di Saint Thierry – per le Edizioni Qiqajon che avevano iniziato le pubblicazioni.
Nell’autunno 1990 accoglie con gioia la decisione della Comunità di inviarlo stabilmente nella Fraternità di Gerusalemme dove, assieme a Daniel e Alberto, trascorrerà 18 anni, intessendo relazioni fraterne in quella realtà così affascinante e complessa e lavorando come bibliotecario al Pontificio Istituto Biblico. La terra di Israele diviene ben presto per lui un luogo da amare e amato nonostante la sua rudezza. Rientrato a Bose nell’autunno 2008, riprenderà a collaborare con le Edizioni Qiqajon, traducendo testi di spiritualità dal francese e dall’inglese, e con la gestione della biblioteca.
Celebrati i primi vespri dell’Epifania di quest’anno, un malore improvviso in biblioteca è il preludio a una diagnosi ben più grave. Negli ultimi mesi di vita la sua proverbiale ritrosia a qualsiasi segno di riguardo che potesse apparire privilegio lascia il posto a una serena e grata docilità. La festa fraterna per i settant’anni suoi, del “gemello” Daniel e di Enzo lo vede sereno e rappacificato.  Lo stupore e la gioia per gli eventi ecclesiali di questa primavera – l’elezione di papa Francesco e le sue prime parole e gesti, le visite a Bose del patriarca ecumenico Bartholomeos e del papa copto Tawadros – così come la vicinanza e l’affetto di fratelli e sorelle rallegrano le sue giornate di progressivo declino.
L’eucarestia lo ha sostenuto regolarmente negli ultimi giorni così come l'unzione degli infermi che ha ricevuto con grata serenità domenica 9 giugno.
Si è spento nella pace poco prima delle 6 di martedì 25 giugno, attorniato da alcuni fratelli in preghiera, mentre le campane chiamavano la Comunità alle lodi mattutine.
Affidiamo fr. Edoardo all’intercessione di tutti coloro che lo hanno conosciuto e amato, mentre rendiamo grazie a Dio per il dono che rappresenta.
La liturgia funebre sarà celebrata mercoledì 26 giugno alle ore 11, nella chiesa della comunità.
Fr. Enzo priore di Bose
con i fratelli e le sorelle della comunità 
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Parole di fr. Edoardo alla comunità nel giorno del compimento del suo 70° anno, 18 febbraio 2013
…La fraternità è un bene che s’impara ogni giorno, e che io forse sto imparando. Non è un dono piccolo, e vedo che ne conoscete il valore e il prezzo. In questa mia età con lo zero, e nella mia quasi incapacità di scrivere, sento non il dovere ma il bisogno di dire grazie a ciascuno per questo bene prezioso.
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