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Per i 70 anni di Enzo Bianchi

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In occasione dei 70 anni di Enzo Bianchi, un volume raccoglie i contributi di amici e collaboratori del priore di Bose. Ecco il saggio di Filippo Andreatta sul modo in cui Bianchi riflette su pace e guerra. "La guerra è combattuta tra uomini, e ciò che la violenza offusca è l'uomo e la sua umanità, senza bisogno di ricorrere a spiegazioni sovrumane. «I cristiani [...] dovrebbero aver imparato, dopo i genocidi del secolo scorso - da quello del popolo armeno, alla shoah, al genocidio dei tutsi - a non chiedere dov'è a Dio, ma a chiederlo all'uomo! Uomo, umanità, dove sei?»"
"La benedizione che ha sventato la trappola della primigenia ostilità chiesastica è stata quella della comunità: non figli, ma fratelli e sorelle di una comunità passata dall'anonimo «Bose» (...) alla «comunità di Bose», fino a quel «monastero di Bose» nel quale la credibilità ecumenica del priore ha convinto tutti i patriarchi delle Chiese cristiane, con la provvisoria eccezione del vescovo di Roma, ad andare per tacere, parlare, pregare. E mangiare..."
Un altro contributo che apparirà nel libro che festeggia i 70 anni del priore di Bose"Un lumino è tuttora acceso nell'introvabile - archeologicamente, non simbolicamente - Sinai mosaico, come quello della stazioncina della Jungfrau che brilla nel nero pauroso della parete Nord dell'Eiger. Il lumino del dubbio, dell'incredulità motivata, del contrasto incessante con la divinità, che è il proprio di Israele"
"Della vita monastica so poco. Ma di quel poco, è il diverso rapporto con il tempo ad affascinarmi... Il monaco, per me, è prima di tutto un padrone del proprio tempo... Una persona che ha trovato, nella regola, la maniera di sottrarsi allo scialo nevrotico delle sue ore e dei suoi giorni... Così, quando penso a Enzo, lo penso che pensa. E magari non è vero, sta facendo altro, cose di cucina o di orto... Ma capace di dare custodia... al tempo di pensare, di leggere..."
"Settant'anni. Come scrutarli, Enzo Bianchi, al lume della Bibbia, la sua «ruminazione» quotidiana? «Aprendo il salmo 90: "La nostra vita arriva a settant'anni / a ottanta se ci sono le forze: / la maggior parte sono pena e fatica / passano presto e noi ci dileguiamo". Il mestiere di vivere - com'è intonato il lessico di Pavese - diventa il mestiere di morire. Occorre disporsi all'esodo. Andarsene amando - non detestando - ciò che si lascia... La sapienza del cuore. O il cuore della sapienza...»"
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