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CARTA EDUCATIVA (10) Paola Radif

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Paola Radif
CARTA EDUCATIVA

Si concludono oggi gli articoli di approfondimento sulla Carta Educativa, rivolta agli adolescenti e ai loro educatori. Come è noto si tratta di una serie di dieci schede che affrontano temi di particolare interesse per i giovani, sulle quali si propongono nuovi spunti di riflessione e pertanto potranno essere utilizzate negli incontri formativi o nei dibattiti all'interno dei gruppi giovanili.
 
10. NON SPRECARE I SOLDI E ACCONTENTARMI DI QUELLO CHE HO

Viviamo in un periodo di crisi economica che si riflette su tutte le fasce di popolazione: tranne pochi, la maggioranza, chi più chi meno, deve fare i conti con la difficoltà a tirare avanti con quello che ha.
Se risparmiare è una buona abitudine da acquisire fin da piccoli, ora diventa una necessità.
Quando si parla di Europa, sentiamo dire che il popolo italiano ha la caratteristica di essere un risparmiatore, cioè ha la tendenza a mettere da parte qualcosa, pensando al futuro.
Venendo a contatto con i problemi delle famiglie a basso reddito, o famiglie con tanti figli da mantenere o con anziani e ammalati da curare, la coscienza di cristiani ci ricorda che ciò che abbiamo non è propriamente nostro, nel senso che possiamo farne quello che vogliamo, anche sprecarlo e - al limite - gettarlo dalla finestra. Le nostre sostanze sono come un prestito che Dio ci ha fatto purché ne usassimo bene: se abbiamo conservato o aumentato i nostri beni materiali non è esclusivamente merito nostro, perchè sicuramente tanti hanno concorso a farci raggiungere questo risultato. I talenti, materiali o spirituali, che abbiamo ricevuto sono da valorizzare e spendere bene per donare fiducia e speranza ad altri che si trovano in necessità.

La Parola di Dio
"Che giova all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso?" (Lc 9,25)

Per la riflessione
Vado a scuola e vedo il mio compagno di banco che sfoggia  jeans e scarpe firmate. Dietro di me, altri due amici confrontano il loro nuovo modello di iPhone. Accendo la TV e la pubblicità suscita in me interessi e desideri che prima non avevo... E io dovrei mettermi dei paraocchi e neanche accorgermi di tante proposte così allettanti? Ma questo non è vivere!
In primo luogo, per prendere qualsiasi decisione bisogna sentirsi (ed essere) liberi e non fare le cose per obbligo. Devo, dunque, ragionare e valutare bene le situazioni. Il Signore non dice che bisogna rinunciare a tutto ma chiede una semplicità di vita che va a vantaggio nostro e degli altri.
Più accontentiamo i nostri capricci e più siamo scontenti perchè vorremmo sempre qualcosa d'altro. Imparare la gioia del dare è un buon metodo per vincere l'egoismo. Pensare: "Che cosa potrei fare oggi per offrire qualcosa di mio a chi, forse anche silenziosamente, mi chiede aiuto?" rende più felici di quando cerchiamo di convincere i nostri genitori a comprarci quel regalo che, in breve tempo, non ci soddisferà più.

                                                                                                 Paola Radif
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