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Apriti alla vita interiore (Enzo Bianchi)

Ti sei deciso a scrivermi, mi dici, perché da un po’ di tempo ti interroghi sul senso della vita e vorresti piô tempo per te, per pensare di nuovo a ciò che à essenziale e che vale davvero la pena di essere vissuto. I tuoi interrogativi esprimono un’istanza profonda del nostro animo: l’esigenza della vita interiore. Un’esigenza che presto o tardi si fa viva in ciascuno di noi, perché non viviamo solo di esteriorità, proiettandoci fuori di noi, in una continua “fuga” in cui si scambia l’intensità delle emozioni per pienezza di vita. Oggi c’à una certa retorica dell’essere “fuori”, che dimentica che l’uomo à anche, e soprattutto, un “dentro”. La Bibbia impiega il termine “cuore” per indicare questo “dentro”; noi, invece, usiamo parole come “coscienza” oppure “sé”. In ogni caso si tratta sempre di parole che indicano che c’à in noi una dimensione interiore, profonda, invisibile, sfuggente eppure realissima, che à parte costitutiva del nostro essere. Questa dimensione mi insegna anche che “io” non sono poi totalmente trasparente a me stesso, che “io” sono anche mistero, che non mi conosco appieno. Per vivere in pienezza bisogna che prendiamo sul serio questa dimensione, perché fa parte di noi. Ora, la vita interiore si esprime anzitutto con il porre a se stessi delle domande, come anche tu hai fatto con la tua lettera. Questo, al di là dell’interlocutore cui ti rivolgi, à importante perché ti aiuta a dare un nome ai problemi che ti assillano e a chiarire a te stesso quello che ti procura disagi o ti rende felice. Dietro alle tue diverse domande scorgo l’unico interrogativo fondamentale: “Chi sono?”. Domanda che il progresso scientifico e tecnologico non renderà mai anacronistica, perché à essenziale all’uomo per divenire uomo. Platone scrive: “Non conduce una vita umana chi non si interroga su di sé”. Domanda inesauribile che ci accompagnerà per tutta la vita nelle sue varie fasi e snodi cruciali. Ed à questa domanda fondamentale che ti apre la via alla vita interiore, cioè al lavoro di chi prende sul serio la propria unicità, di chi assume la propria identità, il proprio volto e il proprio nome come compito da realizzare: tu non sei chiamato a imitare altri, in particolare chi ti appare più“riuscito”, chi “ha successo”, chi ha maggiore visibilità, ma a essere te stesso. Non sei un replicante, un clone di altri, ma possiedi un’unicità che chiede di essere ascoltata e realizzata. Ora, la realizzazione di sé, di quella precisa immagine e somiglianza con Dio che ciascuno di noi è, non à qualcosa di automatico, ma esige un lavoro. Si tratta di un lavoro interiore, invisibile ma non per questo meno faticoso di altri lavori, anzi, spesso molto piô faticoso e temibile perché rischia di metterci di fronte a realtà di noi che non vorremmo vedere e sapere. Sì, la vita interiore esige coraggio. È come iniziare un viaggio, non tanto in estensione ma in profondità, non fuori di te ma in te. E lo smarrimento che puoi provare agli inizi, di fronte al paesaggio interiore sconosciuto, ti può sgomentare e ti rivela che forse proprio questo à il viaggio più lungo e arduo, anche se non ti obbliga a percorrere neppure un chilometro. Coraggio non è poi solo quello di interrogarti, ma anche quello di lasciarti interrogare, di assumere gli eventi della vita come domande che ti sono rivolte: la malattia che ha sconvolto la vita di una persona cara, la morte improvvisa di un amico, le nozze di un conoscente, una nascita che ha allietato una coppia amica, e anche gli eventi quotidiani, meno appariscenti o sconvolgenti, ma che formano la trama dei nostri giorni... Si tratti di vita o di morte, di gioia o di sofferenza, sempre sono occasioni per pensare e per riflettere su ciò che è veramente serio e importante nella vita, dunque su ciò che può far sì che la vita valga la pena di essere vissuta, su ciò che può dar senso anche alla nostra vita. Coraggio, non aver paura di questo lavoro che ti attende.
Enzo Bianchi
Lettere a un amico sulla vita spirituale
© 2010 Edizioni Qiqajon  - pp. 11-13
Fonte: MonasterodiBose

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