Enzo Bianchi 'La comunione che nasce dalla Trinità'
Molti cristiani credono che Dio sia una monade, un Dio unico e uno come quello delle altre religioni e così non conoscono il vero volto del Dio vivente.
Il nostro Dio – ed è tanto difficile dirlo! – è in verità una comunione, una koinonía, come amavano proclamare i padri della chiesa greca. Perché è vero che è uno e non una pluralità di dèi, ma è comunione di chi genera, di chi è generato e di chi è generazione. Sant’Agostino amava sintetizzare: l’Amante, l’Amato e l’Amore ci svelano la Triunità di Dio… Questa immagine dovrebbe avere una profonda e decisiva ricaduta nella preghiera del credente, nella sua fede, nella sua vita di comunione. La Triunità di Dio non è un abbellimento della divinità, ma è la dinamica segreta che plasma la fede cristiana. Per questo la comunione cristiana non sarà mai uniformità, ma sempre comunione plurale e la verità sarà sempre non monolitica. Per questo tutti i doni che discendono da Dio non temono la differenza, la diversità, ma sono sempre capaci di relazione e di unione.
Non dimenticarlo, cristiano, se il fuoco dello Spirito santo disceso dal cielo nel cenacolo era uno, sul capo di ciascun discepolo è diventato una fiammella particolare che arde con colori propri, le sue proprie vampe, la sua propria luce… Quando cerchi l’unità con gli altri, non dimenticarlo, non cercare l’uniformità ma la comunione, la sinfonia, e, come dice Efrem il Siro, sarai l’arpa dello Spirito santo!
